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News

Più debito pubblico, più BTp

26 Ottobre 2009 - Continua, inesorabile, anche se in maniera più contenuta, la crescita del debito pubblico in Italia. L’ultimo dato reso disponibile, relativo al mese di agosto, mostra un bilancio tra entrate ed uscite negativo di soli 623 milioni di euro, al contrario di un anno fa, quando il saldo era stato negativo per oltre 7 miliardi.

Il ridimensionamento del saldo è dovuto principalmente all’aumento delle entrate e al contenimento delle spese correnti, ma, anche con questi elementi positivi, il risultato non cambia: il rosso deve essere finanziato con nuovi titoli pubblici.

Ecco spiegato il motivo perché lo Stato italiano sta ritornando a dare la sua preferenza nelle emissioni di titoli a quelli a lungo temine, e questo nonostante oggi abbia la possibilità di finanziarsi a breve termine a costi assolutamente impensabili fino a qualche mese fa.
Basti pensare che la recente asta di Bot annuali, tenutasi la scorsa settimana, ha fatto registrare un rendimento netto dello 0.5%.

Questa sorta di cambio di strategia da parte del Ministero dell’ Economia è una specie di avvertimento ai risparmiatori e ai mercati sul fatto che i tassi di interesse stanno per invertire la tendenza e torneranno a salire.

Ecco perché un risparmiatore avveduto dovrebbe puntare attualmente sui Titoli di Stato con scadenza compresa tra i 7 e i 10 anni, con la prospettiva, però, di mantenerli fino alla scadenza, ed evitare il rendimento irrisorio offerto attualmente dai titoli a breve temine.

Ma, nonostante il ricorso dello Stato in maniera robusta ai titoli a lungo termine, il rendimento dei BTp collocati all’asta la scorsa settimana è lievemente diminuito rispetto ad una settimana prima.
Il BTp quinquennale è passato dal 2,38% al 2,33%, mentre il titolo con durata di 15 anni rende ora il 3,97% contro il precedente 3,99%.

La richiesta di nuovi finanziamenti si è inoltre avvertita anche sul rendimento dei titoli già quotati sul mercato: il Btp decennale marzo 2019, ad esempio, rende ora il 3,26% contro il precedente 3,18% di una settimana prima.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009


 
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